Chiara Ferragni Colpita da una Multa da un Milione di Euro: Le Implicazioni della Sanzione

Da non perdere

WhatsApp
Facebook

Antitrust multa le società legate a Chiara Ferragni dopo il caso dei pandoro Balocco solidali

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto una multa di oltre un milione di euro alle società legate a Chiara Ferragni e di 420 mila euro a Balocco per pratica commerciale scorretta. La sanzione è stata motivata dalla comunicazione ingannevole riguardo a una presunta donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino attraverso la vendita del pandoro “griffato” Ferragni.

Multe dettagliate per le società coinvolte

La multa è suddivisa tra Fenice S.r.l. e TBS Crew S.r.l., le società che gestiscono i marchi e i diritti legati alla personalità di Chiara Ferragni, per rispettivamente 400 mila euro e 675 mila euro, e Balocco S.p.A. Industria Dolciaria per 420 mila euro. L’Antitrust accusa le tre società di aver attuato una pratica commerciale scorretta nel promuovere il “Pandoro Pink Christmas” come contributo a una donazione all’Ospedale Regina Margherita.

Le pratiche scorrette e la falsa pubblicità

Secondo l’Autorità, le società coinvolte hanno pubblicizzato il pandoro in modo ingannevole, facendo credere ai consumatori che l’acquisto avrebbe contribuito a una donazione per l’ospedale. Tuttavia, la donazione di 50mila euro era stata già effettuata da Balocco, senza il coinvolgimento delle società di Ferragni. Fenice e TBS Crew hanno incassato oltre 1 milione di euro, senza versare nulla all’ospedale.

Le pratiche scorrette includono l’inganno nel comunicato stampa, nel quale si suggeriva che l’acquisto del “Pandoro Pink Christmas” avrebbe contribuito alla donazione, quando in realtà questa era stata effettuata mesi prima. Anche la pubblicazione di post e storie sui canali social di Ferragni, che facevano intendere una partecipazione diretta alla donazione, è stata considerata ingannevole.

Il prezzo ingiustificato e l’inganno dei consumatori

L’Antitrust ha evidenziato che il prezzo del pandoro “griffato” era circa due volte e mezzo superiore a quello del pandoro classico Balocco, contribuendo a ingannare i consumatori e limitando la loro libertà di scelta. Questo comportamento è stato considerato una violazione del dovere di diligenza professionale e un’azione scorretta che sfruttava la sensibilità dei consumatori verso iniziative benefiche, in particolare quelle a favore dei bambini affetti da gravi malattie.

In sostanza, secondo l’Antitrust, Chiara Ferragni non avrebbe versato i soldi all’ospedale, la donazione era già stata decisa prima della commercializzazione del prodotto, e il prezzo elevato del pandoro “griffato” contribuiva a un’ingannevole percezione da parte dei consumatori.

Potrebbe Interessarti

Articoli che ti piaceranno

Se ti è piaciuto quest’articolo, amerai questi che ti proponiamo qui 

Cosa aspetti? Condividilo con i tuoi amici

+1500 persone hanno condiviso questo articolo.

WhatsApp
Facebook

Ti è piaciuto l'articolo?

Ogni giorno pubblichiamo fantastiche novità esclusive.. iscriviti per rimanere aggiornato.

0 +

Iscritti Felici

0 +

Articoli sul sito